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martedì 18 febbraio 2014

Shama, Libano del Sud: la Joint Task Force Lebanon impegnata in attività di cooperazione civile e militare


Shama (Libano), 18 febbraio 2014 - Nell’ambito delle attività di cooperazione civile e militare del Comando congiunto del Settore Ovest (JTF-L - Joint Task Force Lebanon), su base Brigata Granatieri di Sardegna, è stata donata all’Istituto MEDRAR di As Sultaniyah, un’aula multimediale composta da dieci computer ed un server, collegati ad una rete LAN, a beneficio degli studenti dell’Istituto. L’Istituto “MEDRAR” è un orfanatrofio che ospita 67 giovani di ambo i sessi di età tra i 4 ed i 14 anni. La struttura è anche sede di un complesso scolastico con una scuola materna, una scuola primaria ed una scuola tecnica secondaria. I giovani studenti potranno da oggi  beneficiare di questo ausilio didattico, finanziato con fondi nazionali.
Ai bambini della scuola pubblica di Al Naqoura, inoltre, sono stati donati giocattoli per le loro attività ricreative.


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© All rights reserved
Fonte:
 contingente italiano nel Libano del sud
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna

sabato 4 gennaio 2014

I Granatieri di Sardegna donano alla popolazione libanese una piattaforma aerea

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Shama (Libano), 4 gennaio 2014. - Il contingente italiano, su base Brigata Granatieri di Sardegna, ha donato alla popolazione della municipalità di Rmeich nel Libano del Sud, lo scorso 3 gennaio, una piattaforma aerea per la manutenzione e la riparazione delle strade.
Alla breve ma significativa cerimonia hanno partecipato il Colonnello Mauro Arnò, responsabile della Cooperazione Civile Militare del Comando della Joint Task Force Lebanon ed il Signor Michel Choufani, Vice Sindaco della citata municipalità di circa 10.000 abitanti, in rappresentanza del Consiglio Comunale cittadino.
Nell’occasione, il Vice Sindaco ha calorosamente ringraziato i caschi blu italiani per il sempre costante aiuto fornito alla popolazione e per la vicinanza alle Istituzioni della cittadina che rappresenta.
Il sostegno alla popolazione è uno dei pilastri fondamentali della presenza di UNIFIL in Libano e gli uomini e le donne della Brigata Meccanizzata Granatieri di Sardegna stanno concentrando i loro sforzi proprio in questa direzione.”


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Fonte:
 contingente italiano nel Libano del sud, su base Granatieri di Sardegna
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna


32° Raduno Nazionale dei Fanti d'Italia 2014

[caption id="attachment_215" align="aligncenter" width="311"]VICENZA 32 Raduno Nazionale dei Fanti[/caption]

[caption id="attachment_277" align="aligncenter" width="490"]1602112_708636479176059_527236973_o Cima Grappa con il Medagliere Nazionale dei Fanti.[/caption]

Dal 28 maggio al 1 giugno 2014 nella città di Vicenza avrà luogo il 32° Raduno Nazionale dei Fanti d'Italia. Fanteria di linea, Granatieri, Bersaglieri, Alpini, Paracadutisti e Lagunari si incontreranno nella citta del Palladio per trascorrere 4 giorni visitando luoghi storici e significativi nella storia della Fanteria. Verranno visitati nel vicentino i 5 Sacrari per eccellenza per onorare i caduti: Pasubio, Grappa, Cimone, Asiago, Schio. Non mancheranno inoltre momenti camerateschi e ludici, come il rancio del fante e spettacoli pirotecnici.


Per visualizzare e/o stampare il programma:

XXXII RADUNO NAZIONALE DEI FANTI D'ITALIA 2014

 

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Fonte:
 A.N.F. - Associazione Nazionale del Fante

Foto: © Alberto Toldo (per gentile concessione)

domenica 29 dicembre 2013

Buon anno ai Granatieri di Sardegna impegnati in Libano

buon 2014 granatieri

militarynewsfromitaly augura un Buon Anno a tutti gli uomini della Brigata Granatieri di Sardegna, alla Joint Task Force Lebanon e al comandante Generale Maurizio Riccò.
Inseriamo un link in cui gli uomini dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia (ANPd'I), Folgore, facevano  i loro "migliori auguri per un futuro ricco di soddisfazioni", a proposito del passaggio del comando della Brigata Granatieri di Sardegna tra il generale di brigata Massimo Scala e il generale di brigata Maurizio Riccò.
Che sia di buon auspicio per il 2014.


http://www.anpdiroma.it/anpdi-roma-eventi-manifestazioni/217-passaggio-del-comando-della-brigata-.html

martedì 24 dicembre 2013

Premio di Giornalismo Internazionale “Capitano Massimo Ficuciello”

da Comunicato Stampa SMD


Il 14 gennaio 2014, alle ore 17.30, presso la Sala del Trono a Palazzo Barberini in Roma (Circolo Ufficiali delle Forze Armate), avrà luogo la cerimonia di consegna del Premio di Giornalismo Internazionale “Capitano Massimo Ficuciello”, riconoscimento giunto alla sua sesta edizione e tributato ad Ufficiali delle Forze Armate particolarmente distintisi nel settore della Pubblica Informazione.


Presenzieranno all’evento alte personalità del mondo militare, civile ed accademico. Consegnerà il Premio il Generale di Corpo d’Armata Alberto Ficuciello, padre del Capitano Caduto a Nassiriya alla cui memoria il premio è intitolato.


La premiazione avverrà in occasione dell’inaugurazione dell’8° Programma di Giornalismo Internazionale organizzato dall’Institute for Global Studies (IGS) in collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa (SMD). Il Corso, aperto a frequentatori civili e militari, è specificatamente dedicato a coloro che intendono acquisire una formazione specialistica in giornalismo, unitamente ad una formazione avanzata in discipline strategiche, militari ed in relazioni internazionali.


Nel corso dell’evento avrà luogo una conferenza sul tema “La comunicazione di crisi. Nuove frontiere”, alla quale interverranno relatori di chiara fama.

Happy Christmas holidays

Happy Christmas holidays

Il Vittoriano, Rome.

mercoledì 18 dicembre 2013

Smascherata bufala sulla rete da Segretario Provinciale AdP

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di Monica Palermo - E’ una bufala la lettera del poliziotto che girava in giorni fa sulla rete,  che dichiarava di essere stato sanzionato dal punto di vista disciplinare dopo essersi levato il casco durante la manifestazione del 9 dicembre a Torino. È quello che si evince dalla scoperta di Roberto Maccione, segretario provinciale del sindacato AdP (Autonomi di Polizia) di Genova che, per arrivare alla verità, si è confrontato con alcuni colleghi dello stesso reparto mobile di quelli che erano in piazza. Togliersi il casco è di prassi in ambito di OP pacifiche, mentre l’autore della lettera sosteneva che la Questura piemontese stava vagliando quale sarebbe stata la punizione per chi aveva commesso quel gesto. Di seguito la comunicazione di Roberto Maccione a proposito di quanto descritto: “Nei giorni scorsi alcuni disinformatori hanno fatto girare su internet una lettera in cui, il presunto autore, racconta di essere uno dei poliziotti che a Torino si sono tolti il casco il 9 dicembre, durante la manifestazioni dei cosiddetti forconi. In questa lettera veniva riportato che la questura del capoluogo piemontese stava studiando come punire i poliziotti autori di questo gesto che, come già ampiamente spiegato da noi, in realtà non è che una normali prassi operativa. Per scoprire la verità ho preso contatti con colleghi che lavorano insieme a quelli in servizio quel giorno. Ho scoperto che ovviamente nessun procedimento disciplinare è previsto o ipotizzato nei loro confronti. Inoltre chi ha ideato quella falsa lettera non conosce il regolamento della Polizia di Stato, infatti. Lo speciale sistema sanzionatorio, previsto dall’art. 12 del D.P.R. 25 ottobre 1981, n. 737 per gli appartenenti alla Polizia di Stato, sebbene non preveda che la contestazione disciplinare all’operatore di polizia debba avvenire in un termine perentorio (T.A.R. Piemonte, sez I, 27 maggio 2005, n. 564), nondimeno, per espresso rinvio normativo, trova applicazione, in tali evenienze, l’art. 103 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, in forza del quale la contestazione degli addebiti deve avvenire “subito”.


Si ringrazia Roberto Maccione, segretario provinciale del sindacato AdP di Genova, per aver finalmente fatto luce su questa vicenda.


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Foto: Monica Palermo

mercoledì 11 dicembre 2013

I "Celerini", una divisa indossata con onore, rispetto e professionalità

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di Monica Palermo


11-12-13, Roma - Piazza Montecitorio, si attende il voto di fiducia del Parlamento. Doveva essere il giorno della grande rivoluzione, quella che avrebbe cambiato l’Italia. Forse è solo l’inizio. A manifestare erano presenti alcune centinaia di persone. Le piazze intorno alla Camera e al Senato erano blindate. Ogni tanto qualche politico si affacciava tra i manifestanti per aggiornarli di ciò che stava accadendo all’interno della Camera. Ogni tanto qualche manifestante, in modo assolutamente pacifico, esprimeva liberamente la sua opinione. Striscioni di protesta e Tricolore coloravano la piazza. La maggior parte dei manifestanti, come da consiglio che girava in questi giorni sui social network, era seduta per terra per non dar adito a nulla che potesse essere malinterpretato. A separare i manifestanti dalla piazza blindata ci stava un cordone formato dagli uomini dei Reparti Mobili della Polizia di Stato, i cosiddetti Celerini, che come da prassi erano rigorosamente senza caschi, non ce ne stava il motivo.


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Ho assistito alla manifestazione per parecchie ore e la mia attenzione è andata proprio agli uomini in blu, oggetto di più controversie nei giorni passati. Ho avuto modo di osservare il loro lavoro, la loro professionalità, il loro modo di porsi, come trattavano con le persone, il loro modo di essere super partes, sia che erano politici a parlare che manifestanti, e così è giusto che sia. Sono uomini, esseri umani, hanno idee e ideali anche loro, malcontenti o meno, ma ciò non intacca il rispetto per la divisa che indossano. Spesse volte gli si manca di rispetto anche semplicemente nel chiedere un’informazione, senza far precedere la richiesta da un buongiorno, buonasera, allo stesso modo di chi entra in un bar esordendo con “un caffè” senza un saluto e un perfavore. I Celerini tutelano l’ordine pubblico, tutelano la nostra incolumità, ma non si fermano li, vanno oltre. Sanno ascoltare con comprensione chi si avvicina a loro espondendo un problema, sono attenti osservatori, stanno a riposo senza abbassare mai la guardia, sono bravi psicologi, e tutto cio senza farsi coinvolgere e sempre con un alto livello di attenzione. Devono essere pronti a tutto, fa parte del loro lavoro.


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Foto: Monica Palermo