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mercoledì 26 marzo 2014

Afghanistan: sgominata pericolosa cellula terroristica pronta a colpire nella provincia di Herat


Herat, 26 marzo 2014 - Una pericolosa cellula terroristica è stata sgominata nella notte a ovest di Herat, in Afghanistan, dalle forze di sicurezza afgane e da assetti del RCW, il comando ISAF a guida italiana su base Brigata Sassari.


L’operazione, oltre alla neutralizzazione degli insorti, ha portato anche alla distruzione di un ingente quantitativo di armi e munizioni, tra i quali 14 ordigni improvvisati, 13 lanciarazzi, e due giubbotti esplosivi.


Il gruppo di insorgenti, individuato da assetti intelligence nazionali, e del contingente italiano, muoveva a bordo di un convoglio di mezzi ed era pronto a colpire obiettivi sensibili nell’area occidentale del paese al fine di boicottare il corretto svolgimento del processo elettorale del 5 aprile  prossimo.


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Fonte: Stato Maggiore della Difesa

Afghanistan: chiude il Provincial Reconstruction Team di Herat

[caption id="2057" align="aligncenter" width="580"] L'inaugurazione del campo sportivo del villaggio di Mongolan e Now[/caption]

Herat, 25 marzo 2014 - Dopo 9 anni e 1288 progetti realizzati, il Provincial Reconstruction Team (PRT), la componente civile e militare del Contingente italiano di ISAF, ha concluso il suo mandato. Quarantaquattro poliambulatori, un ospedale pediatrico ed uno per tossicodipendenti, un centro di medicina legale, 105 scuole, 60 chilometri di rete idrica e 16 per acque reflue, circa 800 pozzi per l’acqua, 3 ponti, 130 chilometri di strade, 17 edifici pubblici e governativi, 34 infrastrutture militari, due centri di aggregazione per sole donne ed uno di arti visive, un carcere femminile, un istituto penale per minori ed il terminal passeggeri dell'aeroporto di Herat.


Sono stati complessivamente 1288 i progetti realizzati a favore della popolazione della provincia di Herat nei settori della sanità, dell’istruzione, dell’agricoltura, dei lavori pubblici e della giustizia, dal Provincial Reconstruction Team (PRT) - la componente civile e militare del Contingente italiano di ISAF - che dopo 9 anni ha concluso oggi il suo mandato.




[caption id="2056" align="aligncenter" width="580"] Il simbolico passaggio di un progetto del PRT al Ministro Affari Esteri afghano[/caption]

Alla cerimonia di chiusura, che si è svolta a Herat, hanno preso parte il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale Marco Bertolini, l’Ambasciatore d’Italia in Afghanistan Luciano Pezzotti, l’Italian Senior Rappresentative, Generale Antonio Satta, il Comandante del Regional Command West, Generale Manlio Scopigno, il Comandante del PRT, Colonnello Vincenzo Grasso ed il Governatore della provincia di Herat Sayed Fazullah Wahidi.


Nel sottolineare l'operato del PRT, il Generale Bertolini ha ricordato che “la chiusura del PRT, un processo concordato e condiviso quasi 3 anni fa dalle nazioni contributrici ai PRT stessi, è l’espressione del contestuale, progressivo e definitivo trasferimento alle autorità afgane della responsabilità di tutte le province del Paese”.


Nel tracciare un bilancio dei progetti realizzati, è stata evidenziata l’importanza dei significativi progressi compiuti nel campo della scolarizzazione, che è aumentata del 40% (studenti e studentesse sono circa 130.000), e quelli relativi al miglioramento della condizione della donna: le donne diplomate nel 2014 sono il 50% e quelle laureate il 38%. Molte infrastrutture sono state progettate e realizzate per garantire alle donne afghane punti di aggregazione, di formazione e di crescita culturale.


Al termine della cerimonia è stato ricordato il Capitano di Vascello Bruno Vianini - ufficiale degli incursori della Marina Militare, vittima nel febbraio 2005 di un incidente aereo presso Kabul - alla cui memoria è stata dedicata la targa di "Camp Vianini”.



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Fonte: Ministero della Difesa

lunedì 24 marzo 2014

Afghanistan: militari del contingente italiano sventano attacchi con caccia AMX ed elicotteri Mangusta


Herat, 24 marzo 2014 - Attacchi spettacolari in vista delle elezioni presidenziali del 5 aprile contro candidati ed esponenti governativi di spicco della provincia di Herat, sono stati sventati nei giorni scorsi dalle forze di sicurezza locali e dai militari del contingente italiano in Afghanistan.


Forze speciali e servizi di sicurezza afghani, grazie al supporto di unità delle forze speciali italiane, di assetti intelligence del Regional Command West e al ruolo particolarmente attivo dell’intelligence nazionale, hanno condotto una serie di operazioni che hanno portato all’arresto di due importanti leader talebani, al sequestro di un grosso quantitativo di armi, munizioni ed esplosivo e all’individuazione di un’autobomba, distrutta nella notte dagli elicotteri d’attacco Mangusta e dai caccia Amx del contingente italiano,  intervenuti nel distretto di Bala Bouluk, in provincia di Farah, duecento chilometri a sud di Herat.



Gli arrestati, noti alla polizia locale per essere a capo di pericolose cellule terroristiche operanti nell’area di Shindand, erano diretti a Herat per ricongiungersi con altri gruppi eversivi della zona.


Decisivo il ruolo degli specialisti del 28° reggimento Pavia che sulle frequenze radio degli insorti hanno trasmesso messaggi radiofonici in lingua locale, rendendo vano ogni tentativo di propaganda disinformativa, volta a screditare l’operato delle forze di sicurezza afghane e a ingenerare nella popolazione la percezione di un imminente ritorno al potere dei talebani.


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Fonte: Regional Command West - Herat - Ten. Col. Marco Mele

giovedì 27 febbraio 2014

Afghanistan: i militari italiani realizzano un campo di addestramento per i soldati dell'esercito afghano






Herat, 26 febbraio 2014 - Il percorso addestrativo è stato allestito dal personale della 1^ Brigata e realizzato grazie alla direzione lavori dei militari italiani della Task Force Genio.



Un percorso, simile al campo di addestramento ginnico sportivo militare (CAGSM) utilizzato dall’Esercito Italiano per la selezione e l’addestramento dei propri militari, è stato inaugurato dal Comandante del 207° Corpo d’Amata dell’Esercito afghano, Generale Taj Mohammad Jahed, a “Camp Zafar”, la base che ospita i soldati della 1^ Brigata responsabili della sicurezza nell’area della provincia di Herat.


Il campo, 17 ostacoli disseminati lungo 450 metri di sterrato da superare nel minor tempo possibile, consentirà ai militari afghani di cimentarsi in una delle attività addestrative più diffuse negli eserciti di tutto il mondo richiedendo militari non comuni doti di resistenza, forza ed agilità.


Sono già al lavoro i 50 istruttori afghani della Brigata cui spetterà il compito di insegnare alle giovani reclute le tecniche di superamento degli ostacoli imparate dal Military Advisory Team, l’assetto del Contingente italiano di ISAF che fa capo alla Transition Support Unit su base 152° reggimento fanteria “Sassari”, incaricato della formazione e dell’assistenza ai quadri delle unità dell’Esercito afghano.


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Fonte: Ministero della Difesa
Foto: © Ministero della Difesa