E proprio dalla sinergia tra Esercito e società civile nasce l'iniziativa di spiegare agli ospiti del centro le leggi del nostro Paese, le regole per la richiesta di asilo e, non ultime, le principali usanze e costumi italiani da rispettare per potersi sempre più integrare e diventare futuri "cittadini".
L'Esercito per svolgere questo compito ha messo in campo i suoi mediatori culturali, soldati italiani di origine africana che parlano anche le lingue dei migranti e che oltre a prestare opera di traduzione testimoniano con la loro stessa presenza l'integrazione possibile.
Nel corso del convegno è intervenuto anche il dott. Tommaso Mondello, responsabile dell'immigrazione per la Prefettura.
Nella sola provincia di Trapani sono circa 2000 le domande di asilo politico in Italia.
L'Esercito ha sviluppato grazie alla partecipazione alle missioni all'estero una attenta sensibilità alle problematiche legate alle persone che vivono o provengono da Paesi in guerra o con gravi problemi umanitari ed opera, in questi territori, nel pieno rispetto delle culture e usanze locali per il mantenimento della sicurezza e il miglioramento delle condizioni sanitarie, sociali ed economiche delle popolazioni.
Fonte: Stato Maggiore dell'Esercito
Foto: © Stato Maggiore dell'Esercito